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SETTE PERLE. «Ho paura di non riavere, di perdere, di inquinare quel bacio»

Pubblichiamo una poesia d'amore, scritta da un decastrino, su Eulogos. 

Ho paura di non riavere più quel bacio  immondo  che mi desti, così terreno da portarmi al cielo, così diabolico da portarmi al divino. Ho paura di inquinarlo, quel bacio immondo, vergognoso in mezzo agli zombie, magnifico nel silenzio. Ho paura di perderlo, quel bacio immondo, di ricordarlo e non viverlo, nostalgico rimpianto. Per questo non porto il bicchiere alle labbra,  perché l'acqua non porti via il marchio dell'amore.
Riccardo Rosas ultimo aggiornamento 3/07/2018 ore 9:23



DISCLAIMER: Immagine dell'articolo di proprietà della  The Coca Cola Company, 2018. Il video originale da cui è stato tratto lo scatto è disponibile qui.  
DISCLAIMER: La rubrica "Le sette perle" è usualmente curata da Valentina Nanni. 




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L'opinione. «De Castro, non deludermi»: parola di Giada

Una studentessa delle medie di Ghilarza, iscritta all'anno scolastico 2018/2019 del liceo classico De Castro, ci spiega, in una breve lettera, le sue speranze per il futuro scolastico, le sue aspettative e i suoi obiettivi di carriera.
Caro Eulogos, sinceramente, dal De Castro mi aspetto davvero molto, in primis perché vedo che i vostri professori svolgono davvero un buon lavoro con gli alunni; spero che, anche con me presente, sappiano valorizzarli; che tengano conto dei talenti che molti di noi hanno; spero che non insegnino e basta, ma che formino tutti i ragazzi per la vita dopo il liceo e per l'ambito lavorativo. Grazie all'open day svoltosi a Gennaio ho saputo che offre davvero molti optional per hobby, talenti e sogni un po' di tutti; ad esempio corsi di lingue orientali per chi punta alle università di letterature straniere oppure corsi di musica e di canto per gli appassionati o magari anche già professionisti, ecc..
Spero davvero che mi possa aiutare a realiz…

L'opinione. Il sindacalista ivoriano: «Salvini, noi immigrati sfruttati». E la sinistra gli plaude

Aboubakar Soumahoro è oggi un nome, anche se non ancora conosciuto da molti, che piace pronunciare per rappresentare il PD. Dirigente del sindacato autonomo Usb, Soumahoro è italo - ivoriano, di cittadinanza italiana, ha 38 anni e, dopo aver partecipato a scioperi e manifestazioni per ricordare l'omicidio di Soumaila Sako, attivista ventinovenne malese in forze presso il suo stesso sindacato, ucciso lo scorso 2 giugno a San Calogero (nel Vibonese) in una sparatoria, continua la sua lotta per difendere i diritti dei braccianti agricoli sfruttati nelle Piana di Gioia Tauro e costretti a vivere in condizioni precarie nella tendopoli di San Ferdinando. Dopo la frase del Ministro degli Interni Salvini, la nota «la pacchia è finita (…). I migranti hanno mangiato alle spalle del prossimo troppo abbondantemente», Soumahoro, durante lo sciopero dello scorso 4 giugno, ha replicato: «Salvini dichiara che la pacchia è finita. Per lui, non per noi. Soumaila era un cittadino, un bracciante, u…

Mondo scienze. Perché insegniamo matematica? L'insegnante Molinari risponde

Immagine tratta dal Corriere della Sera. 



Perché insegniamo matematica? In varie parti del mondo, le attuali riforme sembrano porre l'accento soprattutto sull'utilità/necessità della matematica, per la carriera lavorativa ma anche per la difesa nazionale o per gestire l'economia. In un documento del 2000, «il NCTM (National Council of Teachers of Mathematics) afferma in modo netto che gli studenti hanno bisogno di apprendere la matematica, e per estensione noi docenti di insegnarla, per motivi che vanno oltre, ma comprendono, "la Matematica necessaria"». La matematica può servire per la vita, perché conoscerla può «dare soddisfazione personale e un senso di sicurezza », la matematica è parte del patrimonio culturale, serve per il lavoro e per la comunità scientifica e tecnologica. 
Personalmente,  ho scelto di insegnare matematica, perché mi ha sempre rilassato: per me, svolgere i temi d'esame della maturità, quando frequentavo la quinta liceo scientifico, era …

SETTE PERLE. Donne adultere, giovani o coraggiose: ecco quali storie dovreste leggere

Diciamoci la verità: la maggior parte dei libri apprezzati dagli adulti, quindi consigliati dagli insegnanti, non interessano minimamente ai ragazzi. Ricordo che, in quarta ginnasio, la lettura consigliata per l'estate, che avrebbe dovuto prepararci all'anno successivo, fu il celeberrimo tomo di Alessandro Manzoni: I Promessi Sposi. Come ogni buon studenti del ginnasio, non lo lessi. Non perché disprezzassi il romanzo in sé, che riscoprii anni dopo e di cui adorai alcuni personaggi, ma perché l'obbligo delle lettura ottiene, come unico risultato, quello di far terra bruciata attorno al libro proposto. Per quanto sia convinta che alcuni libri vadano letti, perché sono bellissimi, entusiasmanti e «oddio, come ho fatto a ignorarlo per tutto questo tempo», posso solo consigliarne la lettura, nella speranza che il potere sconosciuto della manipolazione mentale vi spingano a leggerli.
Vi presento, ora, tre libri che amo davvero tanto:
1. Anna Karenina di Lev Tolstoj (vari edito…

La notizia. Libri scolastici adottati, online gli elenchi. Prezzi alti per i primi anni

Sono disponibili online gli elenchi dei libri di testo da comprare per l'anno scolastico 2018/2019. Vediamo, assieme, quanto costerà, tendenzialmente, a una famiglia che ha un figlio al De Castro (classico). l'acquisto dei testi scolastici.

Primo biennio  QUARTA GINNASIO - circa 400 euro (366,95 euro), esclusi i dizionari di greco e latino.  QUINTA GINNASIO - circa 200 euro (149 euro).

Secondo biennio PRIMA LICEO CLASSICO - poco meno di 400 euro (386, 25 euro). SECONDA LICEO CLASSICO - poco meno di 300 euro (280, 55 euro). 

Quinto anno  TERZA LICEO CLASSICO - poco meno di 400 euro (353, 05 euro).
Ecco l'elenco dei libri adottati o consigliati. Lo trovate qui.
 La redazione  ultimo aggiornamento 18/06/2018 alle ore 10:49

L'intervista esclusiva. «Io e Nicola? Molto amici». Riccio si racconta a Eulogos

«La mia prima esperienza di rappresentanza studentesca, cominciata da quella di classe,  è avvenuta in quarta ginnasio». È questa la confessione, lievemente malinconica, dell'oristanese Francesco Riccio, storico rappresentante d'istituto, diciannovenne, maturando 2018. Francesco, un ragazzo alto, ben piantato, dal tono perennemente compito e i modi diretti, possiede un fiuto da segugio verso i problemi degli studenti e alla minima necessità dei suoi compagni d'Istituto, come per riflesso pavloviano, interviene con mano chirurgica. Ora che una nuova realtà scolastica, l'università, lo attende, Francesco si prende il giusto tempo per guardarsi alle spalle e raccontare se stesso. E sceglie di coinvolgere, in questo percorso di introspezione, anche Eulogos.
Prima esperienza di rappresentanza di classe: fallimentare o di successo? «È acqua passata».
Nulla da aggiungere? «A me è piaciuto molto quel compito: peccato non mi abbiano rieletto per il secondo anno».
Quando hai pens…