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Noi siamo la generazione "Snowflake": tanto buonismo e un unico pensiero

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Altissima recitazione: da Oristano a Siracusa, l'exploit teatrale del De Castro

Sta circolando, su Facebook, il video promozionale della tragedia "Medea", interpretata dal gruppo di attori del De Castro di Oristano. Grazie alla guida del regista sardo Matteo Loglisci, la piece è riuscita a incassare il meritato successo. "La Medea del De Castro - si legge nel sito Sardanews.it - era già andata in scena al Liceo, e al Festival internazionale del teatro classico di Siracusa, dove ha riscosso unanimi apprezzamenti. La donna della Colchide, sedotta e abbandonata, che per vendicarsi uccide i figli, è stata interpretata da Sara Abis (nella foto di copertina), affiancata da Mattia Capotosto (Giasone), Agata Casula (la nutrice), Ludovica Maccioni (il pedagogo/Egeo), Vittoria Vacca (il pedagogo), Sebastiano Corona (Creonte), Elisabetta Pippia (il nunzio), Gioia Muroni (Glauce), Anna Murgia, Gaia Flore, Michela Fadda, Giorgia Mandras (il coro)".   L'ultima rappresentazione della tragedia è stata venerdì 19 luglio, in occasione del Dromos Festiv…

American way. Un maestro dedica 70 ore per creare un'incredibile classe magica a tema Harry Potter

Un insegnante dell'Oregon, negli Stati Uniti d'America, ha trasformato l'aula in cui lavora in un oasi magico. 
Kyle Hubler è giunto al quarto anno di insegnamento agli studenti del settimo/ottavo grado della Middle Evergreen School, a Hillsboro. Quando ha saputo che – per l'anno scolastico 2017-2018 – si sarebbe dovuto trasferire in una nuova aula, Hubler ha deciso di decorare la stanza con uno dei temi più apprezzati dai suoi studenti (e da lui stesso): quello di Harry Potter. 
“Adoro Harry Potter a causa del grande impatto che ha avuto su di me quando ero piccino. Essere piccoli, talvolta, può essere duro – ci sono momenti in cui mi sono sentito strano ed escluso da ogni genere di gruppo, e leggere i libri della Rowling era un modo per scappare dalla realtà e sentirmi così integrato,” ha confessato Hubler all'Huffington Post. 
Maestro Hubler. (C) Boredpanda.com for LIFE.
“Crescendo, son migliorato nel socializzare e nello sviluppare rapporti più solidi con gli…

Appena calano le prime ombre, ecco rane e raganelle: le vere regine degli stagni

Nella luce piena di un giorno d'estate, lo stagno immoto sembra senza vita. Ma, aguzzando lo sguardo, si riesce a scorgere qualche raganella verde smeraldo adagiata sulla foglia di un arbusto che pencola sull'acqua. Se ne sta lì beata a godersi il suo bagno di sole e si distingue a malapena, mimetizzata com'è con la sua amaca vegetale che dondola al soffio leggero del vento. Ma appena calano le prime ombre, la scena cambia. Lo specchio d'acqua si anima e compaiono come per magia i folletti dello stagno: rane e raganelle. Sembra che abbiano l'argento vivo addosso, questi anfibi dai costumi generalmente notturni. Sfodera allora tutte le sue prodezze la graziosissima Hyla arborea, il più piccolo degli anfibi nostrani, lunga appena 4-5 centimetri. Ha il dorso di un bel verde tenero che ricorda il colore dell'erbetta nuova dei prati. E' una impareggiabile trapezista che si lancia a capofitto dai rami e rimane in bilico in posizioni precarie grazie ai cuscinetti…

«Come tutti i sogni»: il racconto "della faccia contro il muro dal lezzo stantio"

Entrai in quella specie di casa. Faceva freddo, ma ero sudata per la tensione. Erano in due a spingermi. Mi facevano perdere l’equilibrio ogni volta che cercavo di cambiare direzione. Un robusto fazzoletto grigio mi copriva gli occhi, impedendomi di vedere. Improvvisamente, sentii che al mio fianco non vi era più nessuno: i miei rapitori mi avevano lasciata sola, in piedi, con le mani legate. Provai a camminare, cercando una parete su cui poggiarmi, procedendo a passi lenti e stentati. Passi pieni di terrore. E il tempo sembrava non scorrere mai. Finalmente giunsi a un muro. Iniziai a muovermi per capire cosa ci fosse intorno al mio corpo, in quel buio totale. Stanca e spossata, provai dunque a sedermi. Non so quanto tempo passò nel silenzio, ma poi accadde: la stanza prima vuota si riempì di agghiaccianti rumori e avvertii di nuovo la presenza di qualcuno attorno a me. Qualcun altro mi slego delle corde e mi placcò contro il muro. Urlai. Nessuna risposta. La paura era tanta, potrei…

«Amici e familiari delle vittime transessuali di tutto il mondo si preparano a lottare»

20 novembre, in tutte le piazze delle maggiori città si manifesta per ricordare. Ricordare i soprusi e le violenze subite dai transgender, i quali sono oggetto di discriminazioni continue in ambienti pubblici e non, nonostante vivano in una società apparentemente civilizzata. Il transgender day of Remembrance è la ricorrenza che punta a tenere viva, nella mente delle persone, l'immagine dell'odio e del pregiudizio che, chi prende una scelta autonoma per rispettare e amare se stessi, deve sopportare. Persone come Martine Rothblatt, avvocatessa di successo e creatrice del Satellite Radio SiriusXM, Christine Jorgensen, militare durante la Seconda Guerra Mondiale, Balian Buschbaum, escluso dalle Olimpiadi di Pechino 2008 dopo il cambio di sesso, ci insegnano che, se persone di successo come loro possono essere vittime della cattiveria, allora anche i nostri familiari e conoscenti possono esserlo. Secondo i dati FRA 2015, ¼ degli intervistati transessuali europei su un campione d…

«Sono libera di esprimermi a 360 gradi e di andare per strada in qualunque condizione io sia»

di Veronica Dessì*

Dal 1999 esiste una giornata contro la violenza di genere, e ricorre il 25 di novembre; una giornata simbolica, per la quale tutti gli Stati membri dell’ONU sono chiamati a partecipare in qualche modo. Però, in effetti, questa giornata neanche dovrebbe esistere. Non dovrebbe esistere perché per ogni donna rimasta vittima da parte del suo compagno, c’è una sconfitta da parte nostra. C’è una vita umana che svanisce, si annulla, un pezzetto di mondo scompare per sempre. Ma nonostante questo, il sole continua a sorgere lo stesso anche se lei non c’è più; e non importa che abbia 15, 20, 30 o 70 anni: il mondo va avanti, the show must go on. 
Le radici di questo problema risalgono agli albori della civiltà, le motivazioni sono tante e hanno a che fare con l’evoluzione della società stessa: perché sin da piccoli i bambini e le bambine vengono distinti e ad ognuno di loro vengono impartiti dei valori, i valori “maschili” e i valori “femminili”. I maschi sono forti, non piang…