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Alessandro, un sognatore rispettoso, vuole parlarci

In questi tempi, in cui continuamente si apprendono notizie sempre più inquietanti per quanto riguarda il razzismo e la difficile integrazione dei migranti in Italia, sarebbe bene fermarsi per un momento di riflessione e rivalutare una figura di ineguagliabile rilievo nella storia non solo greca, ma del mondo intero. Mi riferisco ad un imperatore famosissimo, considerato per le sue capacità figlio di Zeus dall’oracolo di Siwa, che pur essendo salito al trono alla giovane età di vent’anni riuscì in un lasso di tempo brevissimo a conquistare e arrivare fino ai confini del mondo allora conosciuto riuscendo ad ottenere una fusione tra tutte le culture. Sto parlando di Alessandro III di Macedonia, noto anche come Alessandro Magno. Figlio di Filippo II di Macedonia, guidato dalla figura emblematica della madre Olimpiade e del suo maestro Aristotele, crebbe con l’obiettivo di liberare le città greche in Asia, che, conquistate e sottomesse dall’Impero Persiano, avevano una formale autonomia…
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Il valore recondito della musica, secondo un musicista

Spesso amici, familiari o semplici conoscenti mi domandano perché io suoni unicamente brani “di musica classica”. Forse, frequentando il Conservatorio, sono obbligato a studiarli? La mia risposta, invariabilmente, è:-No, io HO SCELTO di suonare le composizioni dei vari Mozart, Beethoven…-. Tanti miei coetanei, anche del Conservatorio, invece direbbero esattamente il contrario. Infatti, che senso ha ascoltare e suonare opere di due, tre secoli fa? Opere perlopiù lunghe, noiose e ancorate a vecchi stili musicali. Non è forse meglio ballare, sognare e rilassarsi sulle note delle canzoni e dei brani attuali? Ora, senza nulla togliere (tutt’altro!) al rock, al pop, e a tutti i generi musicali odierni, bisognerebbe rivalutare la validità (ma soprattutto l’ascoltabilità) dei brani “classici”. Perché, dopo millenni, cerchiamo di capire Socrate? Perché, dopo duecento anni, apprezziamo le poesie di Baudelaire? Perché hanno qualcosa da dire. Uno attraverso la filosofia, l’altro tramite la scrit…

Perché la xenofobia è il nostro coltello (ma la cui lama è a doppio taglio)

Oliviero Toscani, "Razza umana". Ogni diritto è riservato al legittimo avente diritto. 

Macedonia di parole. Cominciamo dal termine (apparentemente) greco "xenofobia". Questa è una parola che farebbe rabbrividire i greci, ben inclini, come già sappiamo, all'accoglienza dello straniero, dello xénos, verso il quale non provavano assolutamente alcuna paura, fòbos. E invece, oggi, la parola xenofobia, erroneamente ritenuta greca, ma coniata nei primi anni del '900 dallo scrittore francese Anatole France, sta tornando di moda: la paura del confronto, il timore di quello che non conosciamo, si  staglia minacciosamente sulla nostra civiltà. E lo scenario, desolante, attuale ci impone di farci giusto due domandine.

«L'Italia è uno dei paesi più xenofobi d'Europa», ci spiega Gilberto Corbellini, docente di bioetica all'Università "La Sapienza" di Roma. «Il 70% della popolazione ha (ad esempio, ndr) paura degli immigrati e tra le 10 città europee…

Tremila euro alla decastrina Cappello. "Prossimo obiettivo fare medicina"

Sara Cappello, studentessa della nostra scuola, già qualificata alle regionali delle Olimpiadi di Filosofia, ha raggiunto un ambito traguardo: una borsa di studio, dedicata allo scienziato oristanese  scomparso, Antonello Pinna, dal valore di 3000 euro. La Cappello è stata scelta tra le tante candidature, grazie ai parametri ISEE dei genitori nonché per merito dell'alto profitto maturato nel quinquiennio; il suo voto di maturità, non inferiore a 100/100, e le sue esperienze extrascolastiche, tra cui le Olimpiadi, le hanno permesso di ritirare un importante bonus, spendibile naturalmente per il proseguo degli studi universitari. "Vorrei studiare medicina", ha spiegato Sara a LinkOristano. Al ritiro della borsa di studio, avvenuto a Oristano, con la partecipazione dello scienziato Graziano Pinna (fratello del defunto Antonello, alla cui memoria è dedicata l'omonima borsa), presente una delegazione del De Castro: la prof.ssa Rita Sanna, la prof.ssa Dora Pinna, e il dot…

Il professore di scienze ne canta quattro, anzi otto. Ecco il suo tormentone sul ciclo di Krebs

Il prof. Gianluca Grossi, insegnante di scienze, chitarra alla mano, ci spiega, in questo video, con una canzoncina molto simpatica, le fasi del ciclo degli acidi tricarbossilici. «Krebs, Krebs, Krebs… con solamente otto step, step, step», strimpella il Docente, servendosi di un ritmo cadenzato, degno dei migliori tormentoni estivi.
Sotto, vi proponiamo la concettualizzazione grafica del ciclo dell'acido citrico a cura de "il Paradiso delle Mappe".



Alessio Cozzolino
ultimo aggiornamento 13/08/2018 ore 14:36

Universi e università. Le idee della storia spiegate dall'Universita di Sydney

Studiare storia all'università ti permetterà sia di espandere la tua conoscenza di come, e perché, il mondo di oggi sia diventato moderno, sia di migliorare la tua abilità di pensiero, il tuo senso critico, e la tua capacità comunicativa. La storia ti insegna a vedere i fatti in un'ottica di causa ed effetto e ti fa capire perché gli eventi mutino o, in certi casi, restino inalterati.  Essere in grado di comprendere appieno i cambiamenti è una capacità essenziale, ai giorni nostri, e non solo in ambito professionale. La storia ti obbliga a guardare lo scenario attuale da prospettive diverse - persino da quelle di persone molto "lontane". Ma ricorda: hai bisogno di una speciale dose di immaginazione e rigore analitico per capire come un rituale medievale o una protesta luddista contro l'industrializzazione possano incarnare pensiero e strategia, e non solo superstizione e slancio alla violenza. Comprendere le persone, le date, gli eventi e le culture nei loro luog…

«Le mie labbra e quel bacio per uccidere Giovanni, minacciato da mio marito»

Giovanni non riusciva a dormire. Si rigirava continuamente nel letto, senza trovar pace. Aspettava con ansia una carezza di Morfeo. Era stanco. E più passava il tempo, più si inquietava. Strani pensieri gli giravano per la testa. Alla fine, troppo agitato, si alzò, rigettando con rabbia la coperta dal petto. L'afa della camera da letto era insopportabile: non riusciva a respirare, un caldo pesante gli copriva le narici. Giovanni contò i passi mentre si dirigeva verso la finestra chiusa, alla quale si diramava qualche raggio argenteo lunare. Il nostro eroe cadenzava mentalmente la propria andatura. Inspiegabilmente, almeno così sembrava, tornò indietro quasi correndo, e si ricoricò, bocconi. Prima infatti, gli era sembrato scomodo e faticoso camminare verso la finestra. Nel momento in cui si coricò, una donna uscì dall'armadio e Giovanni si alzò di scatto. «E tu, chi sei? Che ci fai qui?» chiese. La donna era nuda, anzi, appena coperta da un velo bianco trasparente. Gli occhi b…