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«Le mie labbra e quel bacio per uccidere Giovanni, minacciato da mio marito»







Giovanni non riusciva a dormire. Si rigirava continuamente nel letto, senza trovar pace. Aspettava con ansia una carezza di Morfeo. Era stanco. E più passava il tempo, più si inquietava. Strani pensieri gli giravano per la testa. Alla fine, troppo agitato, si alzò, rigettando con rabbia la coperta dal petto. L'afa della camera da letto era insopportabile: non riusciva a respirare, un caldo pesante gli copriva le narici. Giovanni contò i passi mentre si dirigeva verso la finestra chiusa, alla quale si diramava qualche raggio argenteo lunare. Il nostro eroe cadenzava mentalmente la propria andatura. Inspiegabilmente, almeno così sembrava, tornò indietro quasi correndo, e si ricoricò, bocconi. Prima infatti, gli era sembrato scomodo e faticoso camminare verso la finestra. Nel momento in cui si coricò, una donna uscì dall'armadio e Giovanni si alzò di scatto. «E tu, chi sei? Che ci fai qui?» chiese. La donna era nuda, anzi, appena coperta da un velo bianco trasparente. Gli occhi bianchi, senza pupille, i capelli secchi lunghi fino alle spalle. Giovanni arretrò: «Che vuoi da me?». Quella cominciò a picchiarlo, senza pietà. Non pronunciava una parola. 
La stanza cominciò a girare. Apparve un drago, che teneva uno specchio in mano. «Quella con cui sei in stanza è mia moglie! Argh!». Il mostro, indignato, vide la moglie raggiungere Giovanni. Ella prese a baciare il malcapitato. Il drago si infuriò, cominciò a sputare fuoco in direzione di Giovanni che, spaventato, diede un calcio alla sua assalitrice e si buttò in una fessura del pavimento, quindi cadde nel soggiorno e scappò. Da lontano, sentì l'urlo di rabbia, e di impotenza, del drago. «Non mi dai soddisfazioni. Con quel bacio avresti dovuto farlo morire, invece è fuggito!». 

 
Gentilmente inviatoci da Riccardo Rosas
pubblicato il 17/07/18 alle ore 8:35 
ultimo aggiornamento 2/08/18 alle ore 19:33 

la foto di apertura è tratta dallo spettacolo di Giovanna Lacedra "l'Aspirante", ispirata al racconto della poetessa americana S. Plath. La rappresentazione indaga il triste mondo della violenza sulle donne, in tutti i suoi più terribili aspetti. 



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