Passa ai contenuti principali

La notizia. L'antimafia nelle scuole, dal liceo di Oristano il riscatto delle periferie (da "il Fatto Quotidiano")

Oggi, nel "Fatto Quotidiano" cartaceo, Nando dalla Chiesa parla del De Castro. E si complimenta giustamente con il preside Pino Tilocca, per il grande lavoro svolto in tema di sensibilizzazione degli studenti circa argomenti di valore sociale, con la professoressa Sabrina Sanna, nonché con un altro gruppo di "gentili docenti". Dalla Chiesa ha speso belle parole anche per Alessio Cozzolino, Eleonora Frongia e Riccardo Rosas, redattori del giornalino d'Istituto "Eulogos".
La redazione di Eulogos esprime, con questa breve nota,  tutta la sua soddisfazione, unita a un pizzico di orgoglio, per il pezzo del prof. Dalla Chiesa.
Intanto, vi suggeriamo caldamente di leggere il pezzo di Alessio Cozzolino per Linkoristano.it riguardante la giornata del 27 febbraio 2018, di cui si parla nell'articolo de "il Fatto". Lo trovate qui.

La redazione
(ultimo aggiornamento 12/03/2018 alle ore 19:47)

Commenti

Post popolari in questo blog

L'intervista esclusiva. «Io e Nicola? Molto amici». Riccio si racconta a Eulogos

«La mia prima esperienza di rappresentanza studentesca, cominciata da quella di classe,  è avvenuta in quarta ginnasio». È questa la confessione, lievemente malinconica, dell'oristanese Francesco Riccio, storico rappresentante d'istituto, diciannovenne, maturando 2018. Francesco, un ragazzo alto, ben piantato, dal tono perennemente compito e i modi diretti, possiede un fiuto da segugio verso i problemi degli studenti e alla minima necessità dei suoi compagni d'Istituto, come per riflesso pavloviano, interviene con mano chirurgica. Ora che una nuova realtà scolastica, l'università, lo attende, Francesco si prende il giusto tempo per guardarsi alle spalle e raccontare se stesso. E sceglie di coinvolgere, in questo percorso di introspezione, anche Eulogos.
Prima esperienza di rappresentanza di classe: fallimentare o di successo? «È acqua passata».
Nulla da aggiungere? «A me è piaciuto molto quel compito: peccato non mi abbiano rieletto per il secondo anno».
Quando hai pens…

Mondo scienze. Perché insegniamo matematica? L'insegnante Molinari risponde

Immagine tratta dal Corriere della Sera. 



Perché insegniamo matematica? In varie parti del mondo, le attuali riforme sembrano porre l'accento soprattutto sull'utilità/necessità della matematica, per la carriera lavorativa ma anche per la difesa nazionale o per gestire l'economia. In un documento del 2000, «il NCTM (National Council of Teachers of Mathematics) afferma in modo netto che gli studenti hanno bisogno di apprendere la matematica, e per estensione noi docenti di insegnarla, per motivi che vanno oltre, ma comprendono, "la Matematica necessaria"». La matematica può servire per la vita, perché conoscerla può «dare soddisfazione personale e un senso di sicurezza », la matematica è parte del patrimonio culturale, serve per il lavoro e per la comunità scientifica e tecnologica. 
Personalmente,  ho scelto di insegnare matematica, perché mi ha sempre rilassato: per me, svolgere i temi d'esame della maturità, quando frequentavo la quinta liceo scientifico, era …

La notizia. Droga e ragazzi: un binomio pauroso

Esiste una bellissima (e alquanto nota) poesia di Jacques Prévert che si intitola "I ragazzi che si amano", di cui sono affascinata (potete leggerla qui). Mi è tornata in mente all'inizio di questo articolo, e ho pensato che si potrebbe sostituire, con uno sforzo di fantasia, la parola "amano" con il vocabolo "drogano". Infatti, proprio come gli innamorati, i drogati appaiono distanti, strani, immersi in una dimensione che non è quella ordinaria, regolare, prevedibile. I tossicodipendenti sembrano emergere dall'ombra della realtà per abitare i limiti della stessa. Eppure, non sono che ragazzi comuni, provenienti da diversi ambienti sociali e da situazioni familiari differenti. Basta entrare in un qualsiasi istituto per incontrarli. Spesso se ne conoscono i nomi, ma ciò che fanno viene riportato quasi come una leggenda, un affare vago di cui non si può confermare la veridicità, a meno di non assistere personalmente all'evento. Perlopiù, questi…