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Diario di un musicista. Il De Castro al Teatro Lirico di Cagliari, gli studenti: «Abbiamo vissuto un sogno a occhi aperti»




Domenica diciassette dicembre, un gruppo di ragazzi del Liceo Classico De Castro, di cui facevo parte anch'io, accompagnati da alcuni professori, è partito nel primo pomeriggio da Oristano alla volta del Teatro Lirico di Cagliari, per assistere al balletto “Il lago dei cigni”, ideato dal compositore russo Petr Caikovskij.

Composta tra il 1875 e il 1876, l’opera, divisa in due  atti, racconta la storia d’amore fra il principe Siegfried e una fanciulla, Odette. La trama del racconto, a grandi linee, è presto detta: il principe Siegfried, che l'indomani avrebbe dovuto decidere al Ballo di Corte la sua futura sposa, andato la notte prima nel bosco a cacciare, conosce nei pressi di un lago una bellissima ragazza di nome Odette, e se ne innamora, ricambiato. La giovane, insieme ad altre fanciulle, è sotto l’incantesimo del perfido mago Rothbart, che le costringe a essere cigni durante il giorno per poi farle tornare umane di notte. Odette spiega al principe che il maleficio potrà essere spezzato quando le verrà giurato amore eterno.  Siegfried, ormai perdutamente innamorato, giura il suo amore a Odette. Al ballo nel castello, Siegfried non sceglie nessuna delle pretendenti ma, a un certo punto, arriva Rothbart e sua figlia Odille. Siegfried, però, confondendo Odille con Odette,  dichiara alla prima amore eterno: in quel momento Siegfried intravede Odette dietro a una finestra e, rendendosi conto di essere stato ingannato, disperato, corre verso il lago. Odette, nel frattempo, tornata al lago, racconta alle sue compagne la sua disavventura, seguita da Siegfired, implorante il suo perdono. Appare Rothbart, che intende far morire Odette e Siegfried. I due uomini si sfidano e il cattivo mago viene ucciso. L'incantesimo è spezzato e Odette e Siegfried possono coronare il loro sogno d'amore.


Lo spettacolo, durato poco più di due ore, è stato apprezzato da tutti, anche dai giovani presenti. Cosa insolita, visto il poco interesse che provano i ragazzi per i balletti e le opere liriche. Fatto strano, ma spiegabile; l’orchestra del Lirico, diretta egregiamente da David Mukeria, ha interpretato alla perfezione le splendide e complicate musiche di Caikovskij e lavorato in perfetta simbiosi con il corpo di ballo, proveniente dalla Georgia. Dei ballerini, mi sembra doveroso elogiare Nino Samadashvili nel doppio ruolo di Odette e Odile, Frank van Tongeren (principe Siegfried) e David Ananeli (mago Rothbart) che, nei panni dei protagonisti, hanno saputo equilibrare una eccellente perfomance tecnica con una ottima interpretazione artistica. Anche le ballerine che interpretavano i cigni sono riuscite a gestire benissimo la loro parte, forse la più difficile di tutto il balletto. Ultimi, ma non per importanza, il tecnico delle luci Steen Bjarke e il curatore delle scene Vjaceslav Okunev, che hanno avuto il merito di mettere in scena uno spettacolo accattivante e non noioso. La regia inoltre ha proposto un finale alternativo a quello classico, facendo vivere i due protagonisti e uccidendo il mago. Il pubblico ha mostrato di aver gradito il balletto, e infatti alla fine dell’esibizione sonori applausi hanno accompagnato gli artisti che man mano, presentandosi sul palcoscenico, si inchinavano. Che dire: abbiamo vissuto un sogno a occhi aperti. 

Riccardo Rosas
(ultimo aggiornamento il 20/12/2017, ore 19:33)


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